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… ma prenderò spunto proprio da una legge per le considerazioni che farò in questo articolo poiché è proprio grazie ad esse che in Italia si è iniziato a diffondere il concetto di accessibilità.
La norma in questione è “Disposizioni per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici" del 9 gennaio 2004 , sicuramente più conosciuta come Legge Stanca. Il suo primo punto definisce “«accessibilità»: la capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari”. (link alla legge) Analizziamo questa definizione. Nella parte che recita “… anche da parte di coloro che a causa di disabilità …” sono in realtà compresi tutti. Io cambierei il termine “anche” con “non solo”. Senza considerare le disabilità temporanee che potrebbero interessare chiunque (siamo in trasferta e abbiamo dimenticato o smarrito gli occhiali da vista, la gita sulla neve si è conclusa male per il nostro polso o la nostra spalla destra e con la sinistra non riusciamo proprio ad usare il mouse). Una informazione “accessibile” può essere consultata da chiunque, in qualsiasi condizione e con qualsiasi tecnologia disponibile. “Con qualsiasi tecnologia disponibile…”. Leggendo questa parte dell’articolo della legge non posso fare a meno di pensare alla sempre maggiore diffusione dei dispositivi mobili. Soprattutto nei paesi in via di sviluppo la diffusione dei dispositivi portatili è molto più alta della diffusione dei personal computer (vedi l’articolo Metà mondo col cellulare). Per parlare di qualcosa più vicino a noi, sarebbe utile poter consultare un sito che ci informi sulla situazione del traffico quando siamo già fuori casa e il solo device che abbiamo a disposizione è il cellulare; oppure quando siamo in vacanza (in Italia o in qualsiasi parte del mondo) poter consultare il sito che ci informa, ad esempio, sui mezzi pubblici per raggiungere un luogo magari nella nostra lingua se non conosciamo affatto la lingua del paese in cui siamo e mastichiamo poco l’inglese (e ho dato per scontato che il sito sia almeno tradotto in inglese, cosa che non sempre avviene).
Estenderei il concetto di accessibilità a tutti i sistemi tecnologici, non solo quelli informatici.
A quanti di noi è capitato di “navigare” spaesati nei menù automatici dei servizi telefonici di assistenza ai clienti di operatori vari? La tecnologia è matura. Le ARS (Authomatic Speech Research) sono in grado di riconoscere e sintetizzare la voce umana e interpretare il comando impartito. Utilizzate all’interno di un help desk potrebbero filtrare le richieste degli utenti indirizzandoli al servizio che desiderano. E tutto in pochi secondi. La tecnologia sarebbe davvero al servizio dell’utente! Quelli di noi che hanno usufruito del servizio di ricerca di indirizzi e numeri telefonici della Telecom hanno già avuto a che fare con questa tecnologia.
La stessa tecnologia ARS utilizzata all’interno di siti Web ci permetterebbe di accedere alle informazioni del sito stesso da un dispositivo portatile in modo molto più facile e veloce rispetto all’utilizzo della mini-tastiera che i mobile device mettono a disposizione. Le informazioni sarebbero inoltre fruibili anche quando abbiamo le mani utilizzate in altre attività come ad esempio quando siamo alla guida dell’automobile. Per approfondimenti sulle applicazioni vocali e multimodali si possono leggere i seguenti articoli di Fabrizio Gramuglio: Applicazioni vocali, Applicazioni multimodali.
Il comando vocale deve essere sintetizzato prima e interpretato poi. Un testo scritto va solo interpretato. Quindi si può avere un risponditore automatico che si occupi di inviare risposte a domande inviate tramite un modulo, utilizzato per esempio dai Carabinieri con l'Operatore Virtuale una alternativa alle F.A.Q., non sempre semplici da navigare. Riepilogando, grazie all’accessibilità:
- potremmo usare dispositivi largamente diffusi ma non ancora utilizzati per la navigazione quindi non si dovrebbe più essere legati al possesso di un computer per reperire informazioni dal Web.
- potremmo accedere alle informazioni in luoghi differenti, con tecnologie differenti anche in condizioni che limitano anche temporaneamente la nostra mobilità.
- ultimo, ma non per importanza, si dimostrerebbe sensibilità nei riguardi delle persone che “a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari”.
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