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di Valerio Schiavoni Scarica il pdf della tesina "JharonSX: Sharing eXperience" Lo studio alla base dello sviluppo di Jharon: Sharing eXperience, trae ispirazione dall’analisi di altri lavori tesi verso la costruzione incrementale da parte di utenti di sistemi peer-to-peer di database di conoscenza distribuita. In particolare: • per ciò che riguarda la costruzione di un database comune accessibile da tutti gli utenti del sistema si è fatto riferimento a “Towards Virtual Knowledge Communities in Peer-to-Peer Networks” (Gnasa, Alda, Grigull, Cremers) • per ciò che la cosiddetta common knowledge si è tenuto in forte considerazione “Supporting Cooperative and Personal Surfing with a Desktop ” (H. Marais, K. Bahrat) • per ciò che riguarda l’adozione di un database embedded installato sulla macchina dell’utente per la gestione dei profili utenti e di un distinto database dalle capacità ben superiori da usare su piattaforma web si è presa ispirazione dall’approccio adottato in “Using Memex to archive and mine community Web browsing experience” (Chakrabarti, Srivastava, Subramanymam, Tiwari) • per ciò che riguarda l’utilizzo di un proxy per l’analisi dei header http scambiati tra i browser e il web, in relazione ad un approccio cooperativo nella navigazione si è considerato “Supporting Cooperative WWW Browsing: a Proxy-based Approach” (Cabri, Lenoardi, Zambonelli) Jharon: Sharing eXperience nasce dalla volontà di portare avanti il progetto nato durante la tesi di laurea di primo livello dell’autore, e di farlo relativamente allo svolgimento della tesina per il corso di ”Intelligenza Artificiale 2” nell’ambito del corso di Laurea Specialistica in Ingegneria Informatica. Durante lo sviluppo del progetto originale, alcuni aspetti sono stati trascurati, principalmente a causa della mancanza di tempo: da subito era emerso che una delle debolezze di quella prima versione era nell’attribuire un documento ad una delle categorie presenti nel profilo utente attualmente caricato nel sistema, eventualmente creandone una nuova fittizzia foo, dove molti dei documenti visitati dall’utente finale venivano destinati (questa seconda possibilità si verificava quando non si riusciva a superare un certo threshold relativo all’output calcolato da GAME); tale assunzione di natura semplicistica, vuole essere superata, cercando di realizzare un sistema più furbo. Per raggiungere tale obiettivo, si useranno delle categorizzazioni che altri utenti hanno fatto contemporaneamente ed autonomamente: in questo modo, nonostante il profilo attualmente usato non riesca ad attribuire un certo documento ad una specifica categoria in maniera puntuale e significativa, si terrà in considerazione, sfruttandola a proprio vantaggio, la categorizzazione effettuata da qualcun’altro nella rete. Da un punto di vista di sistema cosiddetto browserware , ci si può chiedere perchè è stata scelta l’architettura, piuttosto che scegliere un’architettura alternativa: nel caso di Jharon le considerazioni fatte in possono essere considerate altrettanto valide, e per tanto non si è intrapresa la strada di un cambio di architettura per l’interazione con l’utente. Nelle prossime sezioni si illustrerà in dettaglio come tale atteggiamento può essere realizzato, sia da un punto di vista architetturale che implementativo. Rimane un problema aperto verificare quanto l’assegnazione effettuata da un utente sconosciuto possa essere affidabile. Scarica il pdf della tesina "JharonSX: Sharing eXperience" Link utili: - Il sito del progetto Jharon, dove si possono scaricare i sorgenti - Il blog dell' autore, Valerio Schiavoni
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